AR.T.I. GOMMA srl
22 Novembre 2008 - 05:24

AR.T.I. GOMMA srl
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SETTORI DI COMPETENZA


o Ricambi macchine movimento terra
o Rivestimenti per industria ceramica
o Articoli per industria metallurgica
o Settore cantieristico navale
o Industria saccarifera e agroalimentare
o Rivestimento rulli
o Anelli
o Guarnizioni
o Trafilati di varie tipologie

STAMPAGGIO DI ARTICOLI TECNICI IN GOMMA-STAMPATI TRAFILATI-GUARNIZIONI-GOMMA/METALLO

 
CHARLES GOODYEAR era solito dire:
"NON ESISTE NESSUN'ALTRA SOSTANZA LE CUI CARATTERISTICHE RISVEGLINO COSI' TANTA CURIOSITA', SORPRESA e MERAVIGLIA COME QUELLE DELLA GOMMA".....

 
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AR.T.I. GOMMA S.r.l. è nata nel 1991 da un’esperienza trentennale nel settore della polimerizzazione di elastomeri. Operiamo nel settore dello stampaggio gomma a compressione di articoli di medie e grandi dimensioni con inserti metallici e non, utilizziamo esclusivamente gomme ad alta resistenza all’abrasione, inoltre, commercializziamo trafilati e lastre in EPDM, SBR, ecc. Siamo in grado di progettare le attrezzature atte allo stampaggio dei particolari a disegno con l’aiuto di Ns. Fornitore specializzato in tale attività.

Abbiamo sviluppato dal 1999 una gestione del Sistema Qualità che ha permesso all’azienda di certificarsi secondo la Norma UNI EN ISO 9002 e da questo anno siamo certificati UNI EN ISO 9001/2000, il Ns. obiettivo principale è stato attivare delle procedure che assicurassero il continuo miglioramento e mantenimento della Qualità sui Ns. prodotti, dare un servizio tecnico sempre più soddisfacente e stabilire un rapporto con i Ns. clienti di assoluta fiducia.

I settori industriali nei quali siamo specializzati sono:

o Ricambi macchine movimento terra
o Rivestimenti per industria ceramica
o Articoli per industria metallurgica
o Settore cantieristico navale
o Industria saccarifera e agroalimentare – ERIDANIA
o Rivestimento rulli
o Anelli
o Guarnizioni
o Trafilati di varie tipologie

Siamo dotati di un Mescolatore aperto – Comerio Ercole 1500 E– di nuova concezione, una cabina di verniciatura per gli inserti metallici, sedici presse a compressione adatte ad ogni tipo di mescola di gomma con piani di riscaldo massimi per compressione da 500x500mm a1200x2020.

La Ns. azienda è a Vostra completa disposizione per formulare ogni tipo di richiesta d’offerta che vorrete sottoporci.


 
STORIA DELLA GOMMA NATURALE

Gli indigeni del Sudamerica furono i primi a scoprire le peculiarità del caucciù e a farne uso. Già in molti scritti del XV e XVI secolo si fa riferimento ad un albero (Hevea Brasiliensis) che secerneva uno strano latte (lattice) e veniva perciò chiamato dagli indigeni "CAHUCHU" (= legno piangente), da cui deriva la parola caucciù (francese: caoutchouc).

Si raccontava, inoltre, che gli indigeni giocassero con una palla che rimbalzava meglio di qualunque altra cosa conosciuta in Europa. La palla era fatta di quel liquido bianco lattiginoso essudato per incisione da quegli alberi; seccandosi, il liquido si coagulava, formando una densa massa elastica. Col passare del tempo, gli europei scoprirono che gli indigeni utilizzavano questo notevole materiale per una serie di altre applicazioni; lo spalmavano sugli indumenti per renderli impermeabili e lo plasmavano per farne articoli elastici.

Fino alla scoperta del caucciù era mancato in Europa un materiale elastico veramente impermeabile all'acqua e all'aria. Prima, chimici e pompieri dovevano accontentarsi di manichette di cuoio, che perdevano ad ogni cucitura; stivali e abiti da pioggia non erano mai del tutto impermeabili.

Il problema principale per gli europei era, a quel tempo, la difficoltà di conservare il caucciù; il lattice non si conservava a lungo e non poteva perciò essere spedito in Europa in forma liquida. Il caucciù poteva essere spedito solo dopo averlo fatto seccare: una volta secco, però, era troppo denso e duro per poterlo lavorare oltre. Per questo motivo, il re del Portogallo spedì i suoi stivali fino in Brasile per farveli impermeabilizzare.

Seguirono sporadici tentativi di utilizzare la gomma disseccata. Nel 1770, il chimico e naturalista inglese Joseph Priestley scoprì che la gomma, sfregata sulla carta, ne cancellava i segni di matita. Da qui il nome inglese del nuovo materiale, "RUBBER" (dal verbo to rub = sfregare).

Nel frattempo, un chimico francese, Macquer si occupò della produzione di tubi di gomma, spalmando la soluzione di gomma su forme di cera. Un altro francese, Grossart, tentò di fare lo stesso, avvolgendo su forme di vetro tonde strisce di gomma rese molli dalla trementina. Infine, nel 1803, fu fondata a Parigi la prima fabbrica di GOMMA. Vi si producevano elastici, con i quali venivano fabbricate bretelle e giarrettiere. Tutti questi prodotti avevano due inconvenienti: primo, già a temperature normali erano appiccicosi, e lo diventavano ancora di più quando faceva caldo; secondo, quando faceva freddo diventavano sempre più duri e rigidi.

Nel 1823, in Inghilterra, Thomas Hancock scoprì che il tenace e "nervoso" caucciù, lavorato sui laminatoi, diventava facilmente malleabile e sviluppò quello che oggi è conosciuto come procedimento di mescolatura e masticazione. Era così possibile rendere la gomma grezza più malleabile. Il problema della resistenza alle alte e basse temperature non era però ancora risolto. Gli studi per trovare un metodo di raffinazione proseguirono, fino a quando Charles Goodyear scoprì la vulcanizzazione.

LA SCOPERTA DELLA VULCANIZZAZIONE

L'americano Charles Goodyear tentò instancabilmente di invecchiare la gomma aggiungendovi svariate sostanze. Solo nel 1839 scoprì che una mescola di caucciù, zolfo e biacca di piombo, se scaldata, perdeva totalmente la sua adesività. Questo procedimento, brevettato solo nel 1844, venne in seguito chiamato "VULCANIZZAZIONE".

Masticazione e Vulcanizzazione divennero i fondamenti dell'industria della gomma. Grazie a queste due invenzioni fu infatti possibile utilizzare il caucciù come materia prima per la produzione di articoli in gomma. Nel 1888, a Belfast, il veterinario John Boyd Dunlop brevettò il pneumatico. Quest'invenzione giunse proprio al momento giusto per rispondere alle esigenze dell'industria automobilistica. Il crescente sviluppo della motorizzazione causò anche un incremento della produzione di pneumatici. L'inevitabile conseguenza fu la minaccia di una mancanza di caucciù a livello mondiale. Fin verso la fine del XIX secolo, infatti, l'unica fonte di gomma naturale erano gli alberi caucciferi che crescevano selvatici in Brasile.

LE PIANTAGIONI DI CAUCCIU'

Nel 1876, il britannico Sir Henry Wickham portò in Inghilterra dal Brasile circa 70.000 semi di Hevea Brasiliensis (conosciuta come pianta della gomma). Solamente 2.600 semi germogliarono, meno del 4%. Prima della fine del 1876, i germogli vennero spediti a Ceylon (ora Sry Lanka) e piantati nel locale giardino botanico. Le piante cresciute a Ceylon vennero in seguito trapiantate in Malesia ed Indonesia (oggi maggiori produttori mondiali di lattice di gomma con la Thailandia).

Fino all'inizio di questo secolo, le nuove piantagioni, che crescevano ancora lentamente, non contribuirono ad alleggerire il mercato europeo della gomma. La gomma naturale, a causa della crescente industrializzazione e motorizzazione, cominciò a scarseggiare, provocando naturalmente un rincaro dei prezzi.
In queste circostanze è comprensibile che l'industria chimica sperasse di trovare una soluzione al problema nella produzione di gomma sintetica, come poi realmente avvenne ad opera di alcuni chimici come l'inglese Williams, (inventore dell'isoprene) il francese Bouchardat, Tilden in Inghilterra, Wallach e F.Hoffman in Germania, ed infine il chimico russo Kondakov.




 
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